Cantava Lando Fiorini:

"T’invidio turista che arivi
t’embevi de fori e de scavi
poi tutt’ad un tratto te trovi
Fontana de Trevi
ch’è tutta pe’ teeeeeeee…"

L’altro giorno ad una bancarella ho preso un suo CD pieno di queste arie romane, stornelli e canzoni che cantano Roma, la malinconia, la bella vita e la nostalgia del passato… amori che nascono e muoiono…
Musica che ovviamente ogni romano ha nel sangue e bene o male nella propria vita ha sentito cantare e conosce anche a memoria, ma spesso snobbata come musica popolana. Lo è, in effetti, ma in questo suo essere genuina ha una forza, nelle immagini, nei termini che usa, che tocca profondamente…
La Casetta de trastevere abbattuta a picconate… L’inglesina col naso all’insù che getta la monetina nella Fontana… Il viso de Ninetta bella rischiarato dalla luna, dopo essere annegata nel Tevere… L’abiti scollati che controluce trasparischeno… si ride e ci si commuove a fasi alterne.

"Vecchia Roma sotto la luna non canti più
li stornelli le serenate de gioventù
er progresso t’ha fatta grande ma ‘sta città
non è quella do’ se viveva tant’ani fa
più non vanno l’innamorati pe’ Lungotevere
a rubasse li baci a mille là sotto l’alberi
ed i sogni sfogliati all’ombra di un cielo blu
so’ ricordi de un tempo che ora non c’è più"

PS: l’innamorati sotto l’alberi der Lungotevere ci stanno ancora… ed io ero uno di quelli stasera… c’è una felicità che mi esplode dentro e chiede di sciogliersi in lacrime e grida, ma mi sto controllando bene

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