‘sta primavera inizia col piede storto…

L’episodio: torno a casa una sera tardi, giro 40 minuti per cercare un parcheggio, faccio giri sempre più larghi e prima di cercare posto più lontano di 1km, metto la macchina sulle strisce… La mattina dopo trovo lo specchietto divelto, chiaramente a mano, chiaramente di proposito.

La reazione: un po’ mi incazzo, ma mi passa subito… reagire con rabbia oltre ad essere inutile sarebbe l’innesco di un giochino di dispetti senza fine e poi è una macchina, c’ha 10 anni, ho aggiustato il tutto con un po’ di nastro e con 40 euro lo rimetto nuovo… non è quello il problema.

La riflessione: il problema è andare oltre il fatto singolo, capire quale contesto porta a reazioni del genere (mai successe prima) e quale Far West rischia di diventare il vivere in questa città… Il controllo è sempre più rarefatto: la polizia è un nemico e la legge un’opinione, il rispetto per l’autorità è ectoplasmico: è quasi naturale che il cittadino si senta in dovere di amministrare la giustizia da solo… ma più questa idea trova giustificata impunibilità nella testa della gente, più il divario tra i controllori e il cittadino si farà ampio, meno forte sarà il senso di responsabilità di ogni persona.

La conclusione: con il sentore che purtroppo questa spirale sia già iniziata e sia inarrestabile, mai come oggi mi chiedo che cosa mi trattiene a Roma o in Italia…

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